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I cultori delle gride e le riforme necessarie

25 Luglio 2013 alle 14:00

Da un paio d'anni il mio istinto mi diceva che la Consulta aveva imboccato o stava per imboccare la stessa china: si sbagliava? Proprio oggi il titolo dell'articolo di una brava giornalista di un grande giornale recita: “sentenza della Corte Costituzionale" - Stupro di gruppo: no al carcere per la Consulta - Esclusa la detenzione quando si possono applicare misure alternative”. Lei che è un bravo analista me lo saprebbe spiegare? Intanto le misure alternative si possono applicare sempre e se ne fa anche un grande abuso. Ma lo stupro di gruppo non dovrebbe essere un'aggravante? Però le gride... (siamo ancori a quegli anni?) Il sistema degli atti normativi ormai dovrebbe aver superato il milione (!), mente la giurisprudenza (la tanto nobile giurisprudenza, vivificata da una generica quanto illimitata “autonomia” imposta dalla super-casta) permette di pescare di tutto nella palude sofistica dei magistrati... Insomma io penso da una vita che i signori politicanti (perché il compito del potere legislativo fa capo a loro) si debbano decidere a rifondare (non semplicemente riformare) l'Ordinamento giudiziario, cominciando dall'assunzione e qualificazione dei giudici (da tenere distinti da categoria altra: gli inquirenti) e fondandosi sul merito. Naturalmente è da riformare il Csm, dandogli i mezzi opportuni ed eliminando lo sconcio di sindacati di categoria: non si tratta di semplici lavoratori, ma di un “ordine” dello Stato (almeno così dicono loro).

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