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La scaricabarile che non funziona

22 Luglio 2013 alle 18:30

Una responsabilità ancestrale graverebbe sull’Angelino Alfano sol perché siede da ministro degli Interni sulla poltrona che gli Scelba occuparono con autorevole capacità. Certo, il ministro dovrebbe essere informato passo passo di tutto quello che si verifica nel Paese, sono le strutture delegate quelle che fanno acqua, l’irresponsabilità si trasmette per gradi e in ultima analisi lo scaricabarile fa comodo a più d’uno dedito più alle prebende e alla poltrona che gliele garantiscono. “Chi m’ o’ fa fà? Cuofene saglie cuofene scenne”, è il motto ereditato cui ricorre il primo per scaricarlo sul secondo. Una catena d’irresponsabilità che trascina la carica per i flutti del destino. Accade, d’improvviso, che il destino “cinico e baro”, si metta di traverso e le incapacità, le complicità, le porcherie emergano pretendendo il capro espiatorio che purifichi l’intera filiera contaminata. Piangere e reclamare sul latte versato è ingiuria che si fa al vertice che comunque resta esautorato quale che sia la tempra che lo sostiene. Angelino, per giunta, è uomo di Barlusconi, non poteva non sapere … e giù botte da orbi per riscattare l’Italia vittima berlusconiana. Ma dell’India, prepotente e tracotante che sequestra i due marò nell’adempimento del loro dovere, che notizie? E di Abu Omar, del cui rapimento s’incolpa la CIA americana, che novità? Dichiareremo guerra a Obama per non averci consegnato il reprobo responsabile arrestato a Panama? Troppi pesi e troppe misure diverse che regolano l’indignazione sua , dottor Scalfari: non è che lei ce l’abbia con Angelino Alfano? O con Letta Enrico, nipote del cotanto Gianni?

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