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Kazakistan, cui prodest?

18 Luglio 2013 alle 17:30

Forse la nostra fantasmagorica classe politica sarebbe ora che si cominciasse a porre la classica domanda che i romani, gente seria, si ponevano subito di fronte a certi fatti. E sommessamente ricordo che la scarsissima considerazione internazionale nei nostri confronti non dipende tanto da Ruby o da controverse espulsioni, ma da come abbiamo abbandonato Gheddafi e la Libia al loro destino, stracciando accordi scritti, e il brocardo Pacta sunt servanda, valeva ai tempi dei romani come ai giorni nostri, e rebus sic stantibus non lamentiamoci se poi veniamo considerati delle merdine. Se il Kazakistan ci serve teniamocelo, oppure, se qualcuno ha altre idee le dica invece di blaterare a vanvera e a sproposito.

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