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I peccati del Politically correct

16 Luglio 2013 alle 16:00

E' giusto che la massima istituzione dello Stato metta i puntini sulle “i”, ma questo è un tempo barbaro di relativismo e individualismo senza limiti. Basta considerare come i laicisti trattano i credenti, come se fossero dei minus habentes. In questi ultimi tempi non solo la Kyenge, ma persino la Boldrini procedono come rulli compressori in materia di cittadinanza. Senza voler giustificare nessuno, mi sembra che il caso Calderoli possa essere compreso (non giustificato) più di tanti altri, tenendo presente la situazione in cui ha pronunciato le sue parole: la materia della cittadinanza non è la più importante in questo Paese della non-giustizia, però andrebbe trattata rivolgendosi alla testa e non alla pancia della gente, già ubriacata dal Politically correct, esasperato dall'individualismo e dal relativismo di cui all'inizio.

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