cerca

Eutanasia buona e cattiva?

16 Luglio 2013 alle 18:15

Considerazioni minime: la vita non è della persona che ne usufruisce: non l'ha creata, non l'ha neppure comprata. Non l'ha neppure ricevuta da altri, che hanno fatto solo da tramite (più o meno volontari). Ma c'è una realtà superiore a quella del singolo, quella sociale, che è un corpo composto dai singoli e li deve difendere, quali sue membra: da tutti, anche dagli stessi affidatari. Ah, dimenticavo, il mio non è solo un discorso accademico: la morte di mia madre 96enne, dopo due anni di letto e non autosufficienza, ma sempre presente fino all'ultimo respiro, mi ha insegnato che il problema è solo di accanimento terapeutico, da tutti condannato, ma nella realtà, purtroppo, non facilmente individuabile: l'individualismo e il relativismo fanno il resto. Il diritto a morire dov'è? Un diritto presuppone un bene, ma il bene vita non è di colui cui è stato affidato in custodia temporanea (e tanto meno di altri) e la morte non è un bene, ma il suo contrario, la distruzione di un bene.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi