cerca

Estate italiana

16 Luglio 2013 alle 17:30

L’indispensabile condizione per governare insieme è una condivisione strategica comune. Ma nessuna strategia è pensabile se manca la stabilità politica. Il supremo interesse nazionale non appartiene alla cultura politica nostrana. Ciascuna parte pensa ai propri segmenti elettorali di consolidato riferimento. Quando poi, una di esse, il Pd, si trova in oggettiva, complessa difficoltà ad esprimere una linea unitaria, le cose si complicano e l’istinto di sopravvivenza prevale. Vale anche per il PdL e il cerchio si chiude. Il compromesso s’identifica con l’agire politico, ma occorre sia finalizzato allo sviluppo di un progetto comune e non sia un modus vivendi quotidiano. Scrive bene il Direttore, a proposito del Pd:” L’eterodirezione da parte di più lobby in contrasto tra loro è una brutta bestia, quando si guidi un partito che aspira ad essere forza di governo e di cambiamento”. Il fine di quelle lobby, trasversali e ubiquitarie, è togliere di mezzo il governo Letta e riprendersi quel controllo e quell'influenza che il governo di larghe intese, se durasse metterebbe a forte rischio. Allora dai con: l’orango, Bondi commissario e le sigarette, il caso Ablyazov e Alfano, un vociare continuo di dimissioni, dimissioni, mozioni di sfiducia: l’asilo infantile è in fermento, il facite ammuina impera. Le persone più consapevoli dei due schieramenti hanno capito che la ossessiva contrapposizione manichea ha fatto il suo tempo e che non ha sbocco politico. Ma le lobby che di manicheismo vivono non demordono. Per cui esasperano ogni occasione per indurre il Pd a vergognarsi o il PdL a reagire scompostamente. L’importante è : Letta a casa.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi