cerca

476 D.C.

15 Luglio 2013 alle 14:00

Non so se cadrà o no il governo, se la Cassazione confermerà la condanna di Berlusconi. Indipendentemente dal destino personale del cavaliere mi sembrano chiare alcune cose. Senza Berlusconi il PDL non esiste e ne ha data prova non riuscendo a diventare partito attraverso una normale dialettica interna atta a far emergere un nuovo leader. Sia con Berlusconi che senza, tutti i dirigenti del partito sono non credibili per rifondare il partito. In caso di elezioni anticipate con condanna di Berlusconi resterebbero all’opposizione per molto tempo. In caso di condanna senza elezioni anticipate avrebbero tempo per fare, tutti gli attuali maggiorenti, un passo indietro. Evento che ha la probabilità di avverarsi come il ritorno dei dinosauri. L’unica possibilità che vedo, per salvare il salvabile, è che altri fuori dal PDL o da forza Italia 2.0 si propongano come partito centrale della “rifondazione” del centro destra. Ipotesi più simile ad una speranza che altro. Se il Cavaliere non verrà condannato, come spero, la disgregazione già in atto del centro destra è posticipata. Nella situazione in cui versa il PDL, né Berlusconi attivo né i suoi cloni sono ormai in grado di rinnovarsi. L’ipotesi formulata dall’elefantino, di un Berlusconi Ayatollah, nell’eventualità di una sua condanna, è suggestiva. Da Arcore (Qom) dirigerebbe le fila del partito. In tanti, me compreso, abbiamo criticato Grillo non solo per quello che dice ma anche per il suo essere fuori dal parlamento, come un guru. Berlusconi come Grillo è una contraddizione e un anomalia. Nel 476 D.C. il popolo romano continuava ad andare al mercato e alle terme ma non si rendeva conto che l’impero era ormai finito.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi