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"Viva la morìa"

11 Luglio 2013 alle 14:30

Il Cav. è detenuto da 20 anni nel braccio della morte della magistratura. La sentenza è stata emessa quando ha deciso di sbaraccare l'organigramma delle formazioni politico-finanziarie domestiche e internazionali cominciate con la fine di Craxi e la erasione del PSI dalla storia politica nazionale. Berlusconi ne ha continuato la politica emancipando l'Italia dalla soggezione dei comunisti, cooptati da una internazionale non più proletaria ma di poteri forti, che hanno puntato su quella cultura antinazionale, per la quale Craxi era un ostacolo difficile da superare. Così i comunisti da acerrimi nemici della comunità europea ( chi ha memoria ricorda) ne sono divenuti zelanti custodi e pronubi di tutte le nazioni che vi vogliano accedere. Il nemico ha sempre una quinta colonna in patria come è stato scoperto nelle due compagini partitiche italiane durante la guerra fredda. Berlusconi improvvisamente ha rotto la ragnatela pazientemente tessuta dai poteri forti internazionali, la presidenza americana passata gli ha guadagnato una dilazione della fine decretata, ma con l'avvento dei democratici e la perdita di consensi elettorali nelle ultime elezioni ha dato segno di debolezza e nella savana politica il debole è subito azzannato al collo. Né c'è timore che la reazione minacciata possa produrre conseguenze politiche irreparabili, il PDL è un partito di opinione e non c'è niente più delle opinioni facile a svanire o a trasformarsi; coloro che prima inneggiavano saranno gli stessi che grideranno "morte al tiranno!". Se B. fosse stato il capo di una minoranza audace i giudici avrebbero avuto più considerazione dei risvolti politici futuri, mandano liberi assassini e stupratori e in carcere il capo di un partito di governo, come avveniva a Milano durante la peste manzoniana con i monatti, che lanciavano nelle strade abiti infetti gridando: "Viva la morìa!"

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