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Francesco, un uomo scomodo

10 Luglio 2013 alle 14:45

Il recente viaggio di Papa Francesco a Lampedusa ha sollevato, com'era prevedibile, un mare di polemiche e strumentalizzazioni. Francesco non ha fatto proclami politici, ha solo invitato a riflettere sull'indifferenza, sulla globalizzazione dell'indifferenza. Come si può essere indifferenti a chi lascia la sua terra perché fugge da miseria e guerre, si mette nelle mani di trafficanti di uomini, attraversa deserti, salpa per mari tempestosi a bordo di carrette del mare e spesso annega, madri che annegano con i loro bambini. Come si può restare indifferenti a tutto questo? Io dico che abbiamo perso ogni forma di empatia. Lo straniero è ben accetto se porta valuta pregiata. Francesco d'Assisi andò tra i lebbrosi e li baciò, Papa Francesco si è recato dai moderni lebbrosi, i migranti che sono i moderni lebbrosi, gli ultimi della terra, coloro che nessuno desidera perché sporchi e cattivi, e chi più ne ha più ne metta. Il mio non è buonismo, è prendere atto dell'anestesia affettiva che affligge la società del benessere. Certo che l'Italia non può permettersi di accogliere chiunque, ma questo è un altro discorso e spetta al legislatore agire. Ma la cristiana pietà, la caritas paolina non deve mai mancare nel cuore di un cristiano, altrimenti siamo solo sepolcri imbiancati, io compreso.

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