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Le radici dell’indifferenza

9 Luglio 2013 alle 20:15

Il Papa ha tenuto un discorso forte sulla globalizzazione dell’indifferenza e chiesto la grazia di piangere per l’indifferenza nei confronti dei migranti. Perché siamo indifferenti alla sorte di questi disgraziati? Dell’indifferenza non saprei dire poiché io sono contrario al loro arrivo, che è altra cosa. Detesto l’ipocrisia del politicamente corretto, pertanto da appartenente alla razza dei contrari cercherò di essere chiaro. Sono contrario ai clandestini perché li avverto come pericolo, in quanto in massima parte musulmani, che sono e saranno sempre nemici del cristianesimo e dell’occidente. Sono contrario ai clandestini perché milioni di fratelli cristiani sono stati uccisi e sono uccisi nell’indifferenza di questi stessi migranti, a cui non auguro certo la morte nel Mediterraneo. Ho visto imponenti marce della pace insieme a Mullah, ma non ho mai visto marce per questi fratelli uccisi. Le parole possono essere pesanti come macigni, quanto la loro assenza. Quante poche parole per i milioni di disgraziati cristiani uccisi dagli islamici, i veri ultimi di cui nessuno parla perché politicamente “ingombranti”. Poi sono contrario ai migranti anche per motivi meno nobili e cioè da quando a casa mia è diventato pericoloso circolare in certe zone. Sono contrario ai migranti da quando il degrado è arrivato nelle zone dove abitano, aggiungendosi al nostro. Sono indifferente, questo sì, all’accoglienza indifferente a tutti i costi. Sarebbe bene che la chiesa assumesse definitivamente una posizione netta su questo tema e se le persone come me sono incompatibili con la chiesa di Roma.

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