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E' più grave il reato o chi lo denuncia?

9 Luglio 2013 alle 13:00

Si sono fronteggiati ancora una volta, a Milano, prolife e femministe. Nelle precedenti occasioni, queste ultime – non autorizzate e del tutto indisturbate -avevano insultato, lanciato oggetti e distrutto cartelloni di chi difende la vita degli esseri umani inermi ed innocenti non ancora nati. Ai prolife del comitato NO194 venne spiegato che si trattava di reati perseguibili solo a querela di parte. Stavolta, le libertarie hanno giocato di fino, esibendo anche un cartello con scritto: “I Cav (Centri Aiuto alla Vita, n.d.r.) si chiudono con il fuoco con gli obiettori dentro se no è troppo poco !”. Si tratta di istigazione a delinquere (omicidio e strage), un reato perseguibile d’ufficio che, vista la flagranza, avrebbe meritato l’arresto della responsabile e l’immediata rimozione del cartello. Niente di tutto questo, le forze dell’ordine - che stavolta nel complesso gestivano bene il confronto tra le opposte fazioni - hanno redarguito solo chi ha segnalato il grave reato. Potrebbe essere il passaggio definitivo dell’Italia da culla a tomba del diritto.

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