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Le resonsabilità della Consulta ma anche dei politici italiani

6 Luglio 2013 alle 09:00

La consulta ha deciso di bocciare la revisione delle province italiane perché ritenuto un atto anticostituzionale. Apriti cielo. Giustamente. Mi fa piacere la reazione repentina e molto corretta del Premier Letta che avrebbe deciso di andare avanti in questo senso nonostante tutto in quanto in programma per il nuovo governo. Tale argomento penso debba essere visto da due punti di vista, formale e sostanziale. E' stato in effetti commesso un errore di forma dal Governo Monti che doveva trattare la materia tramite il Parlamento e non come ddl. Tuttavia ciò non toglie il fatto che non sia importante occuparsene in quanto la rivisitazione della situazione province, come ci ricorda Vittorio Feltri, avrebbe già dovuto essere studiata 40 anni fa al momento dell'istituzione delle Regioni. Ma si sa, in Italia tutto viene costruito non a 360° e viene prorogato all'infinito. Una cosa è certa, che argomenti di natura costituzionale e programmatica/politica non dovrebbero essere assolutamente presi in considerazione dalla magistratura con altri compiti ed obbiettivi. Non che la Consulta non debba essere interpellata ma occorre farlo a ragion veduta. In questo modo si impedirebbe alla stessa di ingerenze continue in molti ambiti. Come sempre in Italia si fanno tante parole e pochi fatti soprattutto da parte di chi i fatti dovrebbe farli senza se e senza ma.

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