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Il tiro al piccione

5 Luglio 2013 alle 18:00

Tutto si gioca sul governo: se dura vuol dire che ha prodotto risultati accettabili col modello delle larghe intese e, Enrico Letta sarebbe il naturale successore di se stesso. Altro che “Fare Pd”. I pensieri frullano, s’agitano, si rincorrono e si scontrano nelle teste dei capi corrente del Pd. Se si formasse, come si formerebbe il duo Letta – Renzi per loro sarebbe buio pesto. Si potrebbe sopportare un Letta bis ma sarebbe indispensabile un Segretario che lo tenesse sotto tutela, altrimenti il Partito, come lo intendono, Bersani, D’Alema, Fassina, Civati, Fioroni, i giovani emergenti e la nomenclatura e l’apparato, cioè il vero, solo, legittimo Governo dell’Italia, sarebbe finito. Il Pd diventerebbe Psd – Partitosocialdemocratico – oppure Sds – Socialdemocraticidisinistra -, a piacere, Sel e contorni sarebbero fuori gioco e l’arcaico utopistico sogno dell’unità della sinistra andrebbe a rotoli. Beh, tutto il contendere è su questi punti. Vita del Governo Letta compresa. Troppo semplice? Mah, fate voi. Matteo Renzi ha bisogno di mutande d’acciaio e di cervello fino. Si potrebbe anche sedere sulla riva del fiume. Prima o poi, non tanto poi, vedrebbe passare i poveri resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti ideologici del mondo. Matteo ha solo 38 anni, Enrico 46.

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