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Contraddittorie le piazze arabe?

5 Luglio 2013 alle 12:00

Macché, le piazze di tutto il mondo chiedono in sostanza “panem et circenses“. Lo si può infiocchettare con tutti gli ingredienti e visioni possibili: religione, laicità, ideologie, nazionalismo, socialismo, virtù, liberalismo, diritti, monarchia, rivoluzione, dittatura, democrazia delegata, democrazia diretta ecc. Di volta in volta seguiranno e appoggeranno chi o quelli ritenuti, al momento, i più credibili per garantirseli. A prescindere da chi sono. Appunto: “panem et circenses”, il vero fine, l’autentico motore. Che poi il panem e i circenses di oggi siano diversi e le esigenze cresciute rispetto alla stringatezza dell’origine, non cambia nulla. Oddio, il piacere di vedere sbranato il nemico è ancora molto attuale attuale e verifica l'assunto. Le piazze non scrivono poesie, non leggono Kant, non sanno di Aristotele e Platone, di Hegel e di Comte, del materialismo storico e di Adam Smith e così via, altrimenti per i tribuni e gli imbonitori di turno sarebbe dura. Mais c’èst la vie. Notre vie. Cinici? Forse, ma meglio cinici che politicamente corretti o imbecilli laudatores delle primavere arabe.

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