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I grilli di Grillo

3 Luglio 2013 alle 10:45

Maestà, le porto l’Italia di Vittorio Veneto. E fu il fascismo. Mussolini però aveva fatto il soldato e sul Carso si era coperto di sangue offerto alla Patria Risorgimentale. Grillo non ha fatto nemmeno il soldato, RAM si dichiarava ai tempi della sua gioventù. Offre il M5S a Napolitano che re non è ma quasi. Lui, Grillo, è pronto ad assumere i gradi di generalissimo e tirare fuori dal guado l’Italia impantanata dai debiti. È un temerario Grillo, emula la storia, s’inventa comici accessi a Palazzo Chigi e scodinzola uggioso ai suoi grillini che vorrebbero seguirlo in capo al mondo. Al Quirinale. Sua Maestà sta al Quirinale, ma Grillo non dispone di un tight con il quale presentarsi al re in dignitoso abbigliamento. Scarpe di tela bianca per il tennis, pantaloncini bermuda per il caldo ardente, cirro negletto, brizzolato con qualche vanità. In queste condizioni vorrebbe accedere a Palazzo Chigi e da lassù dirigere le manovre che salveranno l’Italia dall’affondamento. Come comica d’avanspettacolo sarebbe esilarante, l’ironia castiga il potere nella sua vanità. Ma qui le cose stanno un po’ diverse, qua occorre che tutti aggottino incessantemente per impedire che la nave vada a fondo, le sparate comiche del Grillo paranoide vanno considerate per quelle che sono: boutade. Però, che peccato hanno commesso gli italiani per meritarsi anche questo grillo?

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