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Filosofie a confronto

2 Luglio 2013 alle 19:15

Mi sono chiesto che differenza c’è fra il grillismo e gli ultimi cinque o sei governi. Grillo parla di decrescita felice, gli altri di crescita ma il Pil affonda. Se le parole hanno un senso qualcuno mente. Monti, ad esempio, ha distrutto l’edilizia, la nautica oltre che impoverire tutti, però diceva sempre che attraverso il rigore avremmo avuto sviluppo. Non è solo il preside a dire cazzate. In fondo nessuno vuole recuperare decine di miliardi dalla spesa pubblica, senza intaccare i servizi veri e propri, ma solo eliminando il superfluo. Letta è sulla stessa strada ben supportato dal parlamento. Ma allora perché prendersela con Grillo che parla di decrescita felice, quando la decrescita è l’obiettivo di tutti i governi e le forze politiche, oltre le inutili e perniciose parole di circostanza. E’ l’aggettivo felice che imbarazza l’intellighenzia nostrana. La decrescita è sempre traumatica. Però, dai, sono quisquilie da azzeccarbugli! Dalle mie parti vige la filosofia del “Drif e Draf”. Difficile spiegare cos’è. E’ quasi assimilabile allo yang e lo yin, ma non è la stessa cosa. Per dire che due cose apparentemente diverse sono simili, piuttosto che il risultato è lo stesso agendo in un modo o nell’altro si dice: “O di drif o di draf non si scappa di qua”. Mi rendo conto che i filosofi puristi storceranno il naso, l’epistemologia del detto lascia a desiderare. Allora per questi propongo un’angolazione di tipo estetico. Fra “còror e scapèr” (correre e scappare) non c’è differenza. Perché? Ma ovvio. Tutti fuggono dalla crescita, che evidentemente fa schifo.

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