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Banned

2 Luglio 2013 alle 15:00

Ogni epoca ha il suo vestito. Glielo confezionano le oligarchie dominanti del tempo, sempre certe di poter contare su quella parte di noi fatta di credulità, di incosciente appiattimento sul luogo comune, di desideri e di rancore, di frustrazioni e di sdegni, dell’insopprimibile anelito presente nella natura umana, di sentirsi, di credersi “qualcuno” e, nel contempo provare l’illusione di poter giustificare se stessi. Il mix psicologico per cui era florido il mercato delle indulgenze papali e oggi è florido quello del politicamente corretto. Sistemate quelle caselle, presa coscienza che le pulsioni native dell’uomo sono immutate da millenni, tutto trasloca nel contingente, Boccassini e Facebook compresi. Contingente da vivere con disincantata, sottile, tollerante ironia e con lessico creativo e scapestrato che lasci fuori i mantra monotoni dell’ideologicamente banale: ci preserveranno dal perbenismo imbecille e dal conformismo acefalo, ci doneranno la entusiasmante sensazione del culturalmente scorretto, dell’ex gregis. Il buffo, anzi il ridicolo è che tutti quelli che s’abbeverano di correttezze e certezze pelose credono di essere innovativi, progressisti, à la page e moralmente irreprensibili. Viva i froci!

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