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La vittoria di Pirro

1 Luglio 2013 alle 14:57

Escludo nel modo più assoluto che sia uno sprovveduto, “si fa grosso con falso immaginar” (direbbe Dante). Il premier (modestino vincitore) deve issare la bandiera vittoriosa perché la gente lo creda vitncente in una competizione che l’ha visto implorare con mano tesa. Non la scarpa battuta sul banco, a guisa di Krusciov in sede ONU, ma lo statista capace dei suoi diritti imponendo ai restii il dover d'intervenire indiscutibilmente. Siamo Unione Europea soltanto per la ricchezza? E il bisogno, la povertà, a chi le releghiamo? Il lavoro è la fonte della ricchezza, se si toglie all’uomo il lavoro, che resta dell’uomo libero? Della democrazia? Su questi parametri l’Europa o crescerà o è la fine per tutti.

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