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La condanna al Cav e la gestione del rancore

1 Luglio 2013 alle 15:00

Mi si consenta (il verbo è diventato molto popolare), una riflessione sulla condanna al Cav da parte della Magistratura milanese (non entro in merito al dispositivo della sentenza perchè non ho la competenza per farlo).Come libero cittadino rimango perplesso sul rinvio a giudizio dei 50 testimoni (sotto giuramento); pertanto mi guarderò bene dal testimoniare in qualsiasi circostanza dopo questo esempio! La sentenza mi ricorda un film di Alberto Sordi nel ruolo di un giudice (tutti dentro era il titolo del film) con il protagoista che alla fine va dentro vittima della sua ossessiva applicazione della Legge.!Come medico (questa è la mia professione da 44 anni)suggerisco nei casi di profonda avversione verso qualcosa o qualcuno, di ricorrere all' "anger management" ovvero la gestione della rabbia (in USA molto popolare ed efficace sopratutto);questa ultima si identifica con uno stato psichico alterato in grado di mobilitare risorse psicologiche volte a correggere comportamenti sbagliati,promozione di una giustizia sociale ecc. Una persona arrabbiata può perdere la propria oggettività, l'empatia,la prudenza ed il senso di riflessione che possono causare danni ad altre persone o cose.Fra i vari tipi di rancore o rabbia o ira citiamo la vendetta, le minacce e l'incolpare.Il Cav che personalmente invidio per essere un epicureo (filosofia greca volta al raggiungimento del solo piacere fisico e psichico)ha avuto la sfortuna di incontrare Giudici che per svariati motivi nei vari processi gli portano rancore inveterato e desiderio di vendetta!

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