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Le scuse di Miccoli

29 Giugno 2013 alle 10:00

A fronte dell'unanime sdegno che ha colpito il calciatore Miccoli, colpevole di avere offeso in una conversazione telefonica la memoria di una grandissima figura come Falcone, mi sembra però che pochi abbiano evidenziato un aspetto a mio avviso fondamentale. Per quanto sgradevoli, le stupide offese di Miccoli attengono esclusivamente ad un ambito etico-morale. Il fatto che si perseguano i peccati con gli strumenti pensati per scoprire i reati (le intercettazioni)è fatto che deve preoccupare in primis i difensori della "laicità". Le pubbliche scuse di Miccoli con accompagnamento di lacrime di contrizione evocano sinistri istituti del passato. Lo stesso era accaduto per quegli avvoltoi colti a sghignazzare pensando ai vantaggi chwe sarebbero loro derivati dal terremoto in Abruzzo. Eppure la condotta privata, laddove ovviamente non costituente reato, dovrebbe essere estranea alla discussione pubblica: in altri termini, a tutti dovrebbe stare a cuore la libertà di peccare in privato.I giornalisti custodi della morale pubblica che si indignano per le altrui miserie mi spaventano più delle fesserie dette al telefono.

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