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E ora il resto

25 Giugno 2013 alle 12:20

Bene giustizia è fatta. Ma non è che l'inizio. Da adesso in poi sicuramente si riuscirà a modificare questo paese o quella parte del paese che non ha comportamenti privati o pubblici in linea con il giusto modo di fare e di interpretare la realtà, come si è iniziato a fare al Palasharp qualche tempo fa. Finalmente avremo l'immagine della donna non più come strumento di vendita di beni, ammiccante in modo sfrontato verso le basse pulsioni sessuali dei maschi. Avremo quindi i maggiori quotidiani o settimanali italiani (Repubblica, Espresso?) non più farciti di immagini quasi oscene, avremo i massimi rappresentanti di questa nuova onda morale (Lerner, Gruber, Annunziata, Spinelli?) che si rifiuteranno di mischiarsi, anche solo indirettamente, su organi di informazione che non dovessero procedere alla pulizia delle immagini pubblicitarie o che continuassero ad ospitare interviste o scritti di esponenti di quella barbarie che denigra la figura femminile; immagini dove la donna si adorna di gioielli o indossa camicette semi trasparenti su sottostanti corpi nudi o si tinge i capelli, che so di rosso forse, solo per mostrarsi ed esporre così la propria mercanzia al fine di giungere ad un volgare accoppiamento. O forse no? Forse tutto ciò non avverrà perché non può avvenire. Perché è fondamentalmente sbagliato pensare che si possa fare così. Se si accetta l'indipendenza delle donne - e forse il problema è tutto lì - bisogna accettare che le singole donne facciano scelte che possano non piacere alla morale comune. Invece di occuparci delle feste di Arcore forse sarebbe meglio cercare di salvare quelle minorenni che tutte le notti vengono sbattute sulle nostre strade dove uomini di qualsiasi orientamento politico o di qualsiasi convincimento morale, usano i corpi di queste persone compiendo, loro sì, delle forme di violenza e degrado.

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