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Berlusconi chapeau

20 Giugno 2013 alle 19:30

In seguito alla continuazione del maxi-processo contro Silvio Berlusconi (suddiviso in tre parti), che lo definisce "un accanimento giudiziario" che non ha eguali, la reazione del Pdl e dei suoi seguaci è più che legittima, tutta volta alla difesa dell'ex Premier in quanto soprattutto persona, essere umano. L'unico ad essere apparentemente o volutamente sereno e freddo, pratico e realistico pare essere lo stesso Berlusconi che invoca "cautela". Chapeau. Chiunque avrebbe inveito e si sarebbe quanto meno lamentato. Invece, Berlusconi con savoir-faire ed eleganza addirittura sostiene che nulla potrà impedire al governo di andare avanti, che prima di tutto esistono l'Italia e gli italiani, nonostante il fatto che probabilmente non vedremo più sulla scena politica il più abile, il più grande imprenditore/politico/statista che l'Italia abbia mai vantato specialmente negli ultimi tempi. Tuttavia, le sue parole ed il suo atteggiamento mi producono un'obbiezione di fondo legittima: mi domando se non servirebbe più coraggio, mi domando se siamo così sicuri che continuare a tenere in vita un governo di larghe intese sia la cosa migliore per il nostro Paese, mi chiedo se sia il caso di dare un'altra chance ad un'accozzaglia di pensieri che non troveranno mai il comune denominatore, a larghe intese che nella nostra nazione non possono funzionare.

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