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I patti sono sempre rispettabili?

19 Giugno 2013 alle 11:00

I trattati e i patti vanno rispettati(pacta sunt servanda) ma ferme restando le condizioni iniziali secondo le quali sono stati contratti (ceteris paribus).Se queste mutano in eccesso o in difetto per eccessivo onere delle parti contraenti essi vanno rinegoziati, come avviene per i mutui e per tutte le altre obbligazioni che si dissolvono per sé stesse perché "nemo tenetur ad impossibilia" (Shylock potrebbe oggi portare in giudizio Antonio?).Se questo vale nel diritto privato e in quello pubblico, a ben ragione si applica ai trattati internazionali. Essi non sono sacramenti sinallagmatici con una volontà divina (e perciò indissolubili) ma decisioni assunte per costanza di comportamenti a condizioni invariate. Anche la costituzione più bella del mondo (perciò da presumere la più perfetta e perenne!?), ammette e disciplina le stazioni protocollari della sua mutazione. Perciò quelli che mettono al Cav. la mordacchia per aver firmato egli stesso quegli impegni europei dei quali ora cerca di allentare il morso dovrebbero riconoscere che la politica non è una scienza esatta Vero/Falso o Bene/Male secondo le prescrizioni della correttezza politica, ma l'arte di riconoscere il possibile dall'impossibile, sapendo che le leggi si fanno e disfano con la stessa autorità di chi li pone in essere. Non è stata la Germania che storicamente ha insegnato al mondo che i trattati sono pezzi di carta?

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