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Le cosiddette primavere arabe

18 Giugno 2013 alle 18:00

Spesso ci appassioniamo alle rivolte di piazza che vedono giovani alzare striscioni o gridare slogan per rivendicare una giustizia negata o dei diritti violati. Questo è accaduto negli ultimi anni in varie città della Africa del Nord, a Tunisi, Tripoli, Cairo, ove centinaia di migliaia di giovani sono scesi in piazza contro il potere. Abbiamo gioito e penato con loro, sicuri di difendere una causa giusta. Ma volendo tracciare un primo bilancio ci dobbiamo chiedere se quelle cui abbiamo assistito erano delle rivoluzioni animate da un impulso ideale profondo e da un vero progetto politico di libertà e di giustizia. I risultati purtroppo ci dicono che non è così perché quelle sommosse si sono spente una volta passato il fremito effimero che le aveva animate , facendo precipitare quelle popolazioni in una situazione peggiore di prima. La lezione che se ne può trarre è che non è sufficiente vedere in piazza tanti giovani per promuovere un disegno politico , anche perché dietro questi giovani spesso si nascondono forze che hanno obiettivi diversi. Temo che anche in Turchia stiamo assistendo ad una rappresentazione di questo tipo.

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