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Ma Enrico Letta ce l’ha il quid?

17 Giugno 2013 alle 21:00

Non so, ma poi diciamocelo onestamente, gli uomini col quid da noi non sono ben visti. Sia quelli con quid personale e, massime quelli che osano avere un quid politico. Disturbano. Sono graditi, almeno al primo impatto, quelli con quid comico. Tanto non cambiano nulla, sono un divertisment. La nostra cinica saggezza di barcamenanti della storia ce lo suggerisce. Però c’è chi si mobilita: l’Italia di Giovannino, quella di tutti i senza quid. Grande spolvero culturale: Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky, associazioni come Libertà e Giustizia, i Comitati Dossetti, Salviamo la costituzione, l’Anpi e altre sono al lavoro per costituire una tela utile per il referendum sulle riforme. Saranno gli ispiratori di una “lobby civile” per opporsi, per contrastare ogni ipotesi di presidenzialismo. La bestia nera dei migliori cervelli di cui dispone la razza italica. Arriva trafelato anche il “disoccupato” Antonino Ingroia, con la sua nuova sigla “Azione civile”. Si risolve così il quesito angoscioso de:“L’Ingroietto dove lo metto?”. Si intravedono virtuose e piccanti ed esilaranti, potenti sgomitate civili. E’ la legge del Ridicolo: deve autoalimentarsi per non perdere grip.

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