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Ius primi soli

14 Giugno 2013 alle 13:30

Il ministro Kyenge (o si deve dire ministra?) gira l'Italia indefessamente proponendo 'ius soli' come se fosse un gadget. Come osserva benissimo Elvira Banotti, è impreparata di sicuro (il fatto che sia nera non mi pare qualificante di per sé, come per me essere bianco), non eletta da nessuno, e non si sa come sia capitata lì. Se parla a titolo personale, sbaglia. A dire il vero, forse un sottofondo di razzismo mi pare che ci sia in chi ce l'ha messa (integrazione? vabbè, mettiamoci non un nero ma una nera così siamo politicamente corretti al quadrato). Tutto questo spreco di energie per una ipotetica legge che mai si discuterà, mai quindi si approverà, e che nessuno farà propria in parlamento. Meglio, molto meglio, sarebbe occuparsi delle condizioni di schiavitù (questa sì) dei poveretti e poverette nati in Cina o in Africa che lavorano a migliaia nei magazzini a cucire stoffe, nei campi a seminare e raccogliere pomodori e per strada a vendere cianfrusaglie o se stesse, quindi sotto gli occhi di tutti, vittime di un racket che nessuna politica di nessun colore, o polizia o altro, ha mai considerato. Altro che ius soli.

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