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E' solo per amicizia?

11 Giugno 2013 alle 20:30

Seguendo gli avvenimenti che riguardano la famosa “trattativa Stato-mafia per fare cessare le stragi”, mi sono fatta una opinione e qualche domanda inquietante. Convinta che il processo che si celebra a Palermo in questi giorni sia nei fatti, e non so nelle intenzioni, un clamoroso depistaggio, la domanda è: come può un professionista di successo come Travaglio o Santoro o un qualsiasi altro giornalista, spacciare per verità assiomatiche clamorose balle, asserendo contestualmente di avere come unico scopo la ricerca della verità per una piena e completa giustizia. Mi chiedo cioè quali siano i reali interessi di tutta questa gente, giacché mi pare ovvio che il loro dire, scrivere, offendere, disprezzare e lodare poco ha a che fare con la verità tanto cercata a parole. Questo sposare acriticamente le idee dell’ex pm di Palermo è un fatto amicale solamente? O, come mi sembra più credibile in punto di ipotesi, esiste un qualche motivo, intuibile ma inconfessabile, per il quale le cose sono quelle da loro dette e chi la pensa diversamente è mafioso o cretino, a seconda dei casi? E poi, come mai nella trasmissione di Santoro “Cosa Vostra”, ma anche tutte le altre volte che si è affrontato questo argomento, mai è stato fatto il nome di uno dei protagonisti più attivi nel periodo delle stragi, uno di quelli che sanno molto e poco ricordano, Luciano Violante? Anche qui, è solo per amicizia?

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