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I tetragoni della Costituzione

5 Giugno 2013 alle 19:00

Ma perché questa ostinazione contro il Presidenzialismo? Non c’ esegesi che tenga, o contorcimenti dialettici convincenti, il motivo è semplice: già nel 1947, sia pure in piena orgia antifascista, la sinistra, PCI, sapeva bene, era pragmaticamente convinta che l’elezione diretta del Capo dello Stato, coi poteri dell’investitura popolare che ne sarebbero derivati, non avrebbe mai portato al Colle uno di loro. “Se quei poteri non li posso avere io, non deve poterli avere nessuno”, fu la reazione che potrò alla damatio ideologica del presidenzialismo. Gli eventuali succedanei non davano affidamento. Paradossalmente, Giorgio Napolitano è stato un campanello d’allarme che ha rafforzato la loro avversione, che a distanza di 66 anni permane intatta. "Non c’è da fidarsi neppure di uno di noi", è la conclusione che circola tra i guardiani della Carta. Non c’è infiocchettatura pseudo culturale che possa smentirlo. Il Parlamento partitocratico permette il mantenimento dello status quo: giochi di palazzo, governo condizionabile, metodo consociativo e PA blindata. È tutto qui. Il "core" del sistema Italia. Quello da cui scaturiscono le sue inefficienze e contraddizioni e il suo immobilismo. Non facciamoci illusioni, per invertire una situazione consolidatasi in mille interazioni tossiche nel corso di cinquanta anni, anche il presidenzialismo o semi, avrà le sue gatte a pelare. Tante e rabbiose.

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