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Ma dov'erano Squinzi e la Camusso ?

3 Giugno 2013 alle 18:45

Non passa giorno in cui Confindustria e Sindacati ci facciano mancare il loro pianto greco o le profezie tragiche sul recupero dell'occupazione, specie quella giovanile. Ma quando vent'anni fa la riforma di Luigi Berlinguer (il funesto 3+2) ha dato il colpo di grazia ad una Università che non stava già tanto bene, il dott. Squinzi e la Sig.a Camusso erano andati a prendersi un cappuccino? Si rendevano conto che si stavano mettendo le premesse per bruciare la classe dirigente del paese degli anni a venire? Non una parola, ma complicità a tutti i livelli. E così noi docenti universitari, in gran parte conigliescamente collusi con una riforma "de sinistra", abbiamo mandato allo sfascio il livello medio della preparazione dei nostri laureati, specialmente nelle Facoltà scientifiche. E si vuole competere in Europa? E ci si nasconde dietro l'alibi della carenza di finanziamenti ? Ma con che faccia certa gente parla di ricerca e di innovazione? Vadano a leggersi le pubblicazioni che escono dalle nostre Università e si renderanno conto che da noi oramai si fa più che altro della "tecnica"; la ricerca di base la fanno solo quattro gatti e nella grande industria italiana di ricerca fondamentale non ce n'è traccia. Non sarà un caso se il "tecnologicamente avanzato" non è né progettato né costruito in Italia, per qualsiasi tipologia, dall'elettronica, ai nuovi materiali, al biotech, al farmaceutico. Vogliamo salvare almeno le generazioni future? Proviamo a ricominciare a studiare sul serio, offrendo molto e selezionando parimenti, dalla scuola dell'obbligo all' Università ed oltre; in caso contrario prepariamoci ad essere colonizzati, come è giusto che sia per tutte le civiltà decadenti.

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