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La parola d'ordine: "Non è cosa vostra"

3 Giugno 2013 alle 15:00

Nello slogan tutto il ridicolo, la supponenza, l’arroganza e il razzismo culturale possibile. Usando il loro stesso metro si potrebbe dire agli immigrati “Non è terra vostra”. Oltre a Gustavo Zagrebelsky, “Libertà e giustizia”, Stefano Rodotà e 100 associazioni che vanno dall’Anpi a Libera, anche Maurizio Landini e Roberto Saviano, Nichi Vendola e Susanna Camusso, Daria Bonfietti e Antonio Ingroia, Rosy Bindi e Pippo Civati. Avere sottocchio, in un colpo solo, quasi tutti gli attempati e malinconici residui della meglio gioventù con l’aggiunta di qualche vacuo nipotino ruspante, è la limpida dimostrazione di quanto fosse fraudolento, sfrontato, borioso e parassitario, l’uso che s’è fatto dell’aggettivo invariabile “meglio”. Il tocco da comica finale lo dà Repubblica/Bologna intitolando: ”Sfilata di big per difendere la Costituzione”.

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