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Salvatore Merlo: ”Governare a sbafo”

30 Maggio 2013 alle 20:30

Un’analisi cruda, feroce, dettagliata e da applauso perché trae la sua legittimità da una realtà incontrovertibile. L’andazzo attuale, la tragedia è tutta qui, non è però riferibile ad una sola parte politica, ad una frazione di società. Attiene, purtroppo ad una sensazione trasversale e molto diffusa e percepita, anzi, fatta percepire, come un insieme di diritti inalienabili. Tra i tanti primeggia quello di considerare e utilizzare le risorse pubbliche come l’unica fonte cui ricorrere per risolvere ogni situazione: ”Dare, per sfuggire all'impegno del governare”. Succede anche nelle famiglie: la paghetta, il lassismo e vari benefit al posto dell’onere di educare. Tutto si tiene e per questo l'indignazione serve solo a scaricarsi la coscienza. E’questo status mentale e comportamentale, così esteso e radicato e ritenuto il solo accettabile, che blocca tutto. Figuriamoci le riforme che dovrebbero partire, anzi, che possono partire soltanto da un rinnovato stimolo culturale. Già, un nuovo input culturale. Che però non si sa da dove dovrebbe arrivare: i principi e le dottrine liberali sono oggetti misteriosi e dileggiati da quasi centocinquanta anni e i principi riformisti autentici, vedi Bad Godesberg, sono sempre stati la bestia nera della cultura di sinistra. Siamo immersi in una malmostosa, viscida, putrida palude in cui ci dilettiamo pervicacemente a bastonarci tra noi, pensando, da imbecilli, che possa essere l’unico modo per sopravvivere. Anche il governo, che non può che esprimere e derivare da questi dati di fatto, è nella palude. Vedremo come utilizzerà la boccata d’ossigeno che arriva da Bruxelles. Esiste un “come” per l’interesse generale e un “come” per quelli particolari. Cosa succederà? Le elezioni tedesche? Non so, ma la forza delle cose, che in un mondo e in una economia globale ha un grande impatto condizionante, la farà da padrona sulle nostre beghe interne. Con buona pace dei queruli cinguettii nostrani e di chiunque sarà il sindaco di Roma.

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