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Noi e il terrorismo

24 Maggio 2013 alle 15:00

Il discorso di Obama è sensato. Una democrazia non può identificarsi in una guerra illimitata. E’ realistico soprattutto nella contingenza storica che non solo la democrazia americana, ma un po’ tutto l’occidente sta attraversando. Un epoca di ripiegamento su se stesso, vincente ma provato dal confronto quasi secolare con ideologie folli cresciute nel suo interno, disincantato sulla forza e efficacia universale dei propri valori, incapace di slancio propulsivo per sostenerne la bontà. Ci si avvia derubricare il terrorismo a criminalità comune. Se ne depotenzia la percezione. In altre parole ci si instrada a conviverci, come una caratteristica peculiare del nostro vicino di casa. Certo è che l’ideologia che lo sostiene percepirà di aver segnato un punto a suo favore, perché l’illimitatezza della “guerra” (l’harb) è nei suoi fondamentali, la hudna è solo momentanea nella via luminosa il cui traguardo è il trionfo globale: il dar-al-islam.

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