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Berlusconi: processo continuo

22 Maggio 2013 alle 10:15

Finite le arringhe nelle aule dei tribunali continuano senza sosta quelle sui media, specie in televisione. Sono quasi esclusivamente a supporto dell’accusa e cercano di fornire elementi di colpevolezza dell’imputato anche dove non sono riusciti i pubblici ministeri: tra l’altro mandando in onda interviste e stralci di deposizioni estrapolate da un contesto molto complesso, con l’individuazioni di poche frasi ad alto tasso di discredito. Al di là di quelli che potranno essere gli esiti processuali definitivi, l’immagine dell’ex presidente del consiglio è stata irrimediabilmente compromessa, l’imputato è già stato condannato di fronte all’opinione pubblica dal modo con cui i procedimenti sono stati condotti, a prescindere dalle prove, dal grande risalto mediatico, dalla diffusione di tantissimi colloqui, anche i più privati e ininfluenti. Il danno è stato fatto e non solo al cavaliere ed è ipocrita e meschino lamentarsi del discredito che ne è derivato al nostro paese (e allo spread dice qualcuno, che farebbe meglio a fare un altro mestiere anziché il direttore di giornale): se si fosse usato un minimo di misura, anziché una ossessiva determinazione, direi pervicacia, a fare del male, stili di vita del tutto privati, che qualcuno può non condividere (ognuno passa le sue serate come crede e sarebbe divertente mettere delle cimici nelle abitazioni di tanti moralisti) sarebbero rimasti tali. Invece no, si continua a scavare, a fantasticare, a fornire ricostruzioni come se non ci fosse stato un processo e pure molto “tosto”. E’ l’idea fissa di tanti presunti opinion makers: sputtanare sempre e comunque il leader del PdL e possibilmente cancellarlo dalla scena politica.

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