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Selezione neonatale

14 Maggio 2013 alle 12:00

Francesca Minerva e Alberto Giubilini teorizzano che un neonato possa essere soppresso così come un feto, ed allo stupore di chi li accusa di moralità nazista rispondono che l’articolo in cui esponevano questa tesi “Era pensato per essere un puro esercizio di logica : se X allora Y”. Ohibò, diamogli ragione e applichiamo la stessa logica alla legittima difesa: se qualcuno mette in pericolo la mia vita ho il diritto, per difenderla, di ucciderlo. Sappiamo tutti che per Francesca Minerva e Alberto Giubilini requisito dirimente è la raggiunta capacità di prendere coscienza di noi stessi, perciò la possibilità di eliminare un bimbo appena nato è data dalla sua incapacità di prendere coscienza di sé, di essere uomo o donna intelligente e perciò degno di vivere. In questo dettaglio è nascosta la logica dell’accostamento: io, settantenne, come uomo dotato di intelletto e perciò degno di vivere ho diritto di tutelare la mia vita che “è” in quanto insieme di esperienze, di idee, di concezioni etiche e morali, di princìpi, non un semplice agglomerato di materia vivente; tutelarla, sono portato a pensare, anche sopprimendo chi la mette in pericolo nella sua essenza intellettuale.

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