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Come ridurre gli sprechi in sanità

10 Maggio 2013 alle 10:23

Il medico di famiglia, che è unanimemente riconosciuto essere il "volano" della spesa sanitaria, ha da sempre un contratto che prevede un compenso rapportato al numero di assistiti che lo scelgono.Gli assistiti sono liberi di scegliere un medico o un altro medico e di cambiare la scelta quando vogliono, senza dover dare giustificazione a nessuno. Il compenso del medico è quindi legato al grado di "soddisfazione" dell'assisito. Siccome l'assistito è molto più sensibile alla disponibilità e alla compiacenza del medico che alla competenza e alla professionalità, che non è in grado di valutare, accade che i medici, non tutti ma una buona parte, seguono gli assistiti in ogni loro desiderio e capriccio. Ciò vale per le prescrizioni di indagini diagnostiche che per le prescrizioni terapeutiche, oltre, naturalmente per le certificazioni di assenza dal lavoro. Se il medico di famiglia deve avere, come ha, delle funzioni anche fiscali e di controllo della spesa, come può avere un compenso legato al grado di "soddisfazione" degli utenti? Potrebbe per esempio un vigile urbano esercitare liberamente la propria attività avendo un compenso legato alla soddisfazione degli automobilisti? Quante multe farebbe?

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