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Andreotti uno statista

8 Maggio 2013 alle 09:30

Sentendo i commenti alla scomparsa di Andreotti, un po’ dappertutto, mi è saltato agli occhi come della pletora di politici della vecchia Dc non ci siano rimasti nomi d’eccellenza, ma solo letteralmente sottosegretari, portaborse, figure di secondo e terzo piano, sia a destra come e soprattutto a sinistra. Con Andreotti se ne va non solo un gran politico a tutto tondo ma anche uno Statista di chiara virtù. I suoi denigratori sono e furono gli stessi che han fatto di questo mezzo la propria ragione di vita, tentando di invischiarlo nelle più turpi vicende del nostro povero paese, per fortuna ci sono ancora persone perbene, che anno evitato anche questa ignominia. Era l’ultimo vero uomo di stato che l’Italia possedeva e sull’altare del processo di mani pulite, lui che probabilmente era sceso a compromessi, doveva pagare, quindi andava emarginato, non doveva più essere influente. Utile sì (vedi l’accattonaggio dei Senatori a vita, per i voti a sostegno del governo Prodi) ma sicuramente non più utile ai nuovi ideologi di partito. Ormai il processo di fusione della Dc/Pci era cosa fatta, a cosa poteva servire un vecchio arnese, in cima c’erano le nuove teste pensanti, il fior fiore della nuova generazione di politici, Bindi, Casini, Franceschini, Letta, Adinolfi, Marini, Russo Iervolino, ecc.... Il gran Senatore probabilmente visto l’andazzo che si stava profilando ha pensato bene di togliere il disturbo definitivamente, prima che qualcuno lo cerasse per qualche altra votazione indigesta. Grazie Giulio

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