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Era la guerra fredda, bellezza

7 Maggio 2013 alle 19:15

“Dovevamo fermare i comunisti a qualsiasi costo”. Questo ci ricorda Giuseppe Sottile citando Giuseppe Alessi. Tutto nella Prima repubblica va inquadrato in questa prospettiva. Gladio, le presunte connivenze con la mafia, perfino l’omicidio Moro e tutto il resto sono il risultato di equazioni riconducibili alla guerra fredda. In quel contesto l’Italia era in posizione di debolezza perché aveva il partito comunista più forte dell’occidente. Proviamo immaginare se al governo fosse andato il PCI. Che sarebbe successo? Qualcosa di decisamente peggio del presunto bacio a Totò Riina. Andreotti è la storia della Dc e dei suoi alleati, tenacemente legati all’occidente. Ricondurre quegli anni ad una realtà processuale è poca cosa Analisi microscopiche, frammenti di un grande mosaico che è storia, una brutta storia, non appartengono al diritto. La vita di Andreotti è cifra di quel periodo. E’ invece grave, e di questo paghiamo scotto, che quella feroce contrapposizione prosegua anche se il mondo è cambiato. Yalta e l’URSS non ci sono più e il 45’ è finito da un pezzo. Guardiamo avanti.

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