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A Otto e Mezzo un Occhetto molto istruttivo

3 Maggio 2013 alle 10:15

Sembrano non rendersene conto, sia Occhetto, ma più in generale anche tanti intellettuali ed esponenti di punta della cultura di sinistra, Cacciari fa eccezione: quello che evocano, che propongono, i percorsi che indicano, non hanno un humus che possa accoglierli. Si pensa ancora di poter ribaltare la situazione usando gli stessi argomenti e strumenti che nei primi del novecento furono la base, il cibo ideologico e culturale che portarono alla nascita e al consolidamento dei partiti di massa. Siamo passati da una massa uniforme con obiettivi e convenienze comuni, a una massa di individui con obiettivi singoli e singole convenienze. Non sono la stessa cosa. In questa mutata, diversa antropologia e psicologia delle masse, sta il successo del radicalismo populista di Grillo. Quando dice che uno conta uno e che ogni uno ha la possibilità e i mezzi, la Rete, per esprimersi e proporsi, spazza via definitivamente, tutte le costruzioni filosofiche/politiche del collettivismo marxista leninista e… anche cattolico. Sono anni che assistiamo al graduale estinguersi dell’elemento “fideistico” dei “greggi” e delle “masse”. Mentre ci balocchiamo ancora con le categorie “sinistra” - “destra”, col metodo di fare politiche di piccolo cabotaggio legate al “carpe diem”, il mondo cammina con le sue gambe. E'dalla fine del Rinascimento che arriviamo sempre dopo.

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