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Sull'IMU (al Sig. Lupi)

2 Maggio 2013 alle 18:45

Capirà Sig. Lupi che detta da un elettore berlusconiano la frase “capisco meno come gli italiani possano prestarsi supinamente a farsi prendere per il culo, anzi per la pancia” suoni piuttosto ridicola. Ciò non toglie che nel suo commento ci sia del buon senso che personalmente sempre apprezzo e che la invito a praticare fino in fondo. In primo luogo l’aut aut di Berlusconi al governo è inammissibile nel metodo, dato che fare appello al senso di responsabilità per convincere l’avversario ad un accordo per il bene del Paese e poi ricattarlo minacciando di sottrarsi all’accordo se non si vedono integralmente soddisfatte le istanze della propria parte è, ad essere magnanimi, belluino (inoltre, noto incidentalmente, la posizione di debolezza di Berlusconi in questo Parlamento non è cambiata dopo la rielezione di Napolitano, e questo dovrebbe suggerirgli ben’altra cautela) Quanto al merito, realisticamente, non occorre essere comunisti per vedere che esiste un plateale problema di redistribuzione e le tasse sulla proprietà assolvono esattamente a questa funzione. La sua obiezione sarebbe ineccepibile se non fossimo primatisti in materia di evasione ed elusione, il che significa che in Italia la sua ricetta, Sig. Lupi, premierebbe anche i molti che ricorrono ad intestatari fittizi per nascondere al fisco le proprie ricchezze, consentendo a costoro di sottrarsi ad un tributo che in questo momento è un vero obbligo morale. Rimodulare l’IMU sulle seconde case e aumentare il carico su quanti lodevolmente già pagano il dovuto per estendere ai furbi benefici che sono sacrosanti per i meno abbienti, non mi pare equo.

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