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Le omertà della sinistra su riforma Fornero

2 Maggio 2013 alle 16:30

Dopo un anno di disinformazione nazionale sulla legge Fornero di riforma del mercato del lavoro urge qualche chiarimento. Il nuovo governo vuole ritoccare le regole introdotte sui contratti flessibili (a termine, partite iva, e co.co.pro) perché considerate troppo rigide. E' bene ricordare (alla sinistra ideologica e bugiarda) che le misure in senso restrittivo sui contratti così detti flessibili – grazie all'aumento del loro costo per il datore di lavoro – sono state sostenute proprio dalla sinistra e dal sindacato per disincentivarne il ricorso a vantaggio dei contratti a tempo indeterminato. E' noto che, da sempre, la ricetta contro il lavoro precario promossa della sinistra è aumentare il costo del lavoro flessibile. La legge Fornero ha fatto esattamente questo (dopo lunga trattativa e mediocri compromessi fra destra e sinistra, ritoccando l'impianto originario che aveva una sua più stringente coerenza). Pertanto, nella versione approvata dal parlamento, la legge 92/12 prevede tutta una serie di vincoli restrittivi nell'uso delle tipologie contrattuali diverse dal tempo indeterminato, con esplicita vocazione anti-precariato (art.1). Ora secondo tutti (sinistra e sindacato compresi) tal misure hanno disincentivato nuove assunzioni e creato nuova disoccupazione, quindi vanno cambiate, perché serve più flessibilità nel mercato del lavoro. Cioè la legge odiatissima – simbolo del disastro sociale e occupazionale e della precarietà– va modificata perché troppo severa sulla flessibilità? Insomma: è confusione o è menzogna. Urge un po' di laica verità su temi così cruciali per il sistema paese. E' tempo che la sinistra chiarisca quale mercato del lavoro ritiene auspicabile per lo sviluppo e per nuova/buona occupazione. Basta fumogeni. Basta totem.

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