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La fiducia a Letta

29 Aprile 2013 alle 18:30

Dopo qualche zaffata d’incenso a Napolitano, e il necrologio doveroso per il defunto Bersani, “De mortuis nihil nisi bene (in greco, tetnekòta mè kakologein)”, è partita la squadra di governo di Enrico Letta. Poi, la solita e monotona litania dei provvedimenti da adottare, s’è impadronita dell’uditorio e la sfilza da MEMORANDUM montiano si è snocciolata pedissequa e, il da farsi, si è svelato un libro di cucina dove tutti i buongustai possono attingere istruendosi sui vari modi di cucinare manicaretti all’italiana. Sapori degustati e cibi indigesti incapaci di rendere appetitosi i piatti che lo Chef di Palazzo Chigi si appresta ad offrire ai commensali convenuti. Purtroppo gli ingredienti sono quelli che sono e non c’è un Cristo che possa cambiare l’acqua in vino né che possa moltiplicare pani e pesci. La dispensa è stata saccheggiata dai cuochi precedenti e i rimasugli lasciati a “memoria” non sono sufficienti a sfamare i famelici “Grilli parlanti” (ortotteri che siano), che stanno sciamando sui politici allo sbando. In queste condizioni “Oportet ut veniant scandala”; ed Enrico Letta può ben essere il cuoco che potrà offrirci il pancotto delle cene invernali.

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