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No di Vendola al Pdl: come i fascisti. (da Rep.)

26 Aprile 2013 alle 13:00

Vendola, come tutta la sinistra radicale è prigioniero di se stesso. Non ha altri copioni da recitare. Non può permettersi di ragionare razionalmente, non può permettersi di tener presente il principio di realtà. Il suo fine è diventare il primo punto di riferimento politico dei contestatori for ever. Andando all'opposizione col suo 3,2% c’è poco da stare allegri. Deve grattare il fondo del barile. A questo punto, c’è poco da stupirsi, è facile, inevitabile tirare il ballo “i fascisti” e sbroccare. Come stanno sbroccando di brutto il buon studente ideologizzato, con le stimmate del martire sulla testa e una improvvisata ardente pasionaria dei collettivi autonomi universitari che, da Santoro, recitano veementemente i loro sermoncini preconfezionati. Parlano della contestazione avvenuta a Pisa in occasione della giornata di studi su 'Uguaglianza dei meritevoli', che si svolgeva al Sant'Anna. Volevano entrare dentro per bloccare il convegno cui partecipavano Profumo e Amato. Hanno tentato anche di forzare un'entrata secondaria. Sproloquiano con la solita vetero presunzione alla Capanna di rappresentare tutti gli studenti e di, in quanto tali, gli unici a dover dettare le linee della gestione dell’Università, includendo poi amenità aggiuntive sulla Resistenza. Persino Santoro è rimasto imbarazzato. Io passavo da lì, è la strada più breve per andare da casa mia al centro, saranno stati, ad essere generosi, includendo i curiosi, una sessantina. Gli studenti che frequentano a Pisa, sono circa 28.000. Fate voi. Roba del tipo, "Rodotà è il presidente che vogliono tutti gli italiani”. Che poi ci siano quelli che c'inzuppano il biscotto è fatale.

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