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Bangladesh e paesi sfruttati

26 Aprile 2013 alle 18:30

Centinaia di persone sono morte nelle fabbriche tessila di Dacca. Fabbriche che sono solo delocalizzazioni di industrie europee e/o Usa, fabbriche senza sicurezza, con orari di lavoro da schiavitù. Queste sono le peggiori rappresentazioni di un capitalismo estremo, malato, senza regole. Purtroppo devo annoverare tra questi delocalizzatori anche molte case di moda italiane, le più importanti. Case di moda che, nonostante con le delocalizzazioni espandano i loro guadagni in modo esagerato, continuano a vendere i loro prodotti in Italia a prezzi esorbitanti. Io, per combattere questi sfruttamenti abominevoli ho iniziato a guardare i cartellini degli indumenti e quando vedo che la produzione è realizzata in Bangladesh, Cina, Thailandia, India ecc. NON compero quel capo di vestiario e mi rivolgo a produzioni italiane e/o europee, contribuendo così a non aumentare la disoccupazioni locale ed a scoraggiare le delocalizzazioni selvagge.

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