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Dormirò finche si sveglieranno

25 Aprile 2013 alle 10:30

Se mi avessero detto che dopo un paio di mesi dalle elezioni, dopo una sarabanda indecente attorno al nome del Presidente della Repubblica da eleggere, proprio il giorno in cui finalmente si definisce l’uomo che dovrà formare il Governo, se mi avessero detto che in quel giorno non avrei scaricato neppure un articolo di politica interna dai vari siti dei quotidiani avrei risposto “non mi conoscete”. Invece è quello che è avvenuto. E continuerò in questo mio distacco finché non potrò andare a votare sapendo che a seconda del vincitore ci sarà un capo di Governo piuttosto che un altro, finché non sarò certo che portò attribuire al Presidente del Consiglio ed al suo partito il merito di ciò che funzionerà e la responsabilità di ciò che non funzionerà nel mio Paese. Continuerò a ritenere superfluo un interesse serio per la politica interna finché non ci sarà un sistema elettorale con un solo vincitore, che avrà la maggioranza in Parlamento tale da permettergli, anzi, da obbligarlo a fare ciò che si è impegnato a fare: cioè fino a quando non ci sarà un sistema elettorale a doppio turno. Spero che i sedicenti liberali, i sedicenti innovatori, i sedicenti progressisti, i sedicenti rottamatori, insomma tutti quelli che parlano di democrazia operino in questa direzione. Io non condivido le leggi che sta varando Hollande ma invidio i francesi: hanno votato un tale perché facesse certe cose, questo tale ha vinto le elezioni, può farle e le sta facendo. Provate a pensare come potrebbe essere bello se questo succedesse anche in Italia.

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