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Pasquinarie

17 Aprile 2013 alle 18:00

Domani sulle camere riunite per l'elezione del nuovo presidente della repubblica non soffierà lo spirito santo, che è spirito di pace e di unione fraterna, ma quello del Volksgeist nazionale, che è spirito di contesa e di dissenso, di guerra civile e di assalti all'arma bianca contro quei"che un muro e una fossa serra". Quelli che parlano di condivisione sulle rappresentanze istituzionali celano il disegno assassino contro i passati e futuri nemici, perché -si sa- la politica è sostenuta da una struttura amico/nemico; il potere è l'occupazione di uno spazio puntuale e non c'è posto per tutti, o siede l'uno o siede l'altro, come a teatro vige il diritto "primi occupantis" alla poltrona di prima fila. Quello che è occupato per forza sarà rovesciato dalla forza che segue al ridicolo, soprattutto in tempi in cui gli addobbi quirinalizi, i granatieri, i laticlavi tricolori non sono un apparato sufficiente a tutelare l'onore e la dignità gentilizia di un inquilino di cui non possono restare nascoste le opere e i giorni trascorsi. Immaginate che al colle salga un Prodi o un Amato, chi potrà impedire che un nuovo Pasquino il giorno dopo attacchi in tutte le piazze della città gigantografie di grasse mortadelle o di un astuto sorcio sfuggito con le sue vibrisse alle trappole di mani pulite?

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