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Fenomeno Grillo

17 Aprile 2013 alle 12:00

Dice cose di “sinistra”. E tutti sappiamo lo scontento sociale che è stato capace di intercettare, toccando corde “a sinistra”. Ma siamo sicuri che nella prassi lo sia altrettanto? Non sarà che i cliché di sinistra garantiscono tolleranza? Lasciamo stare le uscite su Medioriente e Israele, immaginate cosa sarebbe successo qualche lustro fa, nelle piazze, nelle scuole, in TV, se una forza politica si fosse presentata con quelle credenziali, se avesse spregiato, nei fatti, le consuetudini consolidate di funzionamento (anche se il “mal”, è doveroso) delle procedure istituzionali? Se avesse dichiarato di non voler, non dico accordarsi, ma neanche dialogare con le altre forze politiche rappresentative. Se avesse dato prova di una etero direzione semi dispotica degli eletti calpestando l’art. 67 della Costituzione. Se avesse apoditticamente rivendicato per sé il premierato, pur non avendone i numeri. Con un vuoto (non si sa quanto voluto) totale circa il “nuovo” propugnato (se non come eliminazione dell’ordine delle cose esistenti): una sorpresa ex post, chiara, così pare, solo ai (o al) leaders, di cui fidarsi a scatola chiusa. Per restare nel campo fenomenologico dei movimenti che hanno intercettato esasperazioni,almeno di Bossi si sapeva quello per cui si batteva (secessione!). Così di Pannella (diritti civili, diritti civili!). Panebianco sostiene che l’elezione del capo dello stato sarà un’occasione peri i M5S di legittimarsi. Vuoi vedere che sarà un’occasione per una prova di forza!?

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