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Dice il saggio

17 Aprile 2013 alle 19:00

Anche Papa Francesco, imitando il Presidente Napolitano, si affida a terze persone per ponderare al meglio scelte future. Auspico sia più fortunato. Riduzione del numero dei parlamentari, nuova legge elettorale, federalismo fiscale, conflitto di interessi, riforma del sistema di finanziamento dei partiti, snellimento della giustizia, pagamento debiti PA, favorire ricerca e innovazione, migliorare il sistema tributario: questi i suggerimenti dei saggi incaricati dal Presidente della Repubblica, dieci saggi impegnati per dieci giorni, ottanta pagine per l’economia e trenta sulle riforme istituzionali, per risentire le stesse proposte che da anni vengono rilanciate dai vari partiti e che da anni non sono riusciti a realizzare la magica trasformazione delle fumose parole in fatti concreti, le stesse proposte che seppur in maniera più grezza e meno solenne potrebbero essere formulate dalla casalinga di Vigevano o dal bagnino di Viareggio. Ma questa novità presenta un risvolto positivo. La creazione di una nuova figura professionale: il saggio. Così Berlusconi potrà affidarsi ad un comitato di saggi per scegliere il prossimo delfino o la nuova fidanzata, Moratti il sostituto di Stramaccioni. Alla fine però il problema rimane lo stesso: chi saranno i saggi cui affidare la scelta dei saggi?

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