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Il Bersani scomparso

9 Aprile 2013 alle 17:30

Lasciano davvero sempre più interdetti l’arroganza, la sufficienza e, mi pare, la ancora sostanziale chiusura dell’atteggiamento di Bersani rispetto all’ipotesi di un accordo col Pdl. Dopo i risultati imbarazzanti della sua strategia di accordo coi grillini, dopo il forte richiamo di Napolitano all'assoluta necessità di aprire a larghe intese, ora ci si aspetterebbe da Bersani almeno dei toni diversi, che nascano semplicemente dalla presa d’atto della realtà. Il Bersani diventato leader di partito ha via via sempre più perso alcune delle sue caratteristiche che erano emerse, per esempio, nel suo ruolo di ministro e che determinavano un giudizio positivo su di lui anche da parte di diversi elettori non di sinistra. Oggi colpiscono la pretestuosità e l’inconsistenza delle argomentazioni con cui cerca di giustificare il suo rifiuto ad un accordo con Berlusconi, mentre il paese sta andando “allegramente” a fondo. Edmondo Berselli, in un suo bel libro sull’Emilia, ha scritto, a proposito delle caratteristiche dei suoi abitanti, che essi appartengono a “…quell’universo mentale in cui si è abituati a separare la realtà dalle astrazioni..”. Mi pare che di questa componente positiva della sua “emilianità” in Bersani si sia persa traccia. Pensando alla nota battuta, direi che attualmente lo slogan di riferimento di Bersani sembra essere “pugnette, non fatti ”.

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