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La democrazia rappresentativa va riformata

8 Aprile 2013 alle 17:50

Ho letto con grande interesse l'articolo di Giorgio Israel che sostanzialmente condivido. mi sembra però che non basti difendere la democrazia rappresentativa, ma che occorra anche seriamente interrogarsi sulle sue modalità di funzionamento. In tutti i paesi al centro degli scandali e dell'insofferenza dell'opinione pubblica vi è proprio il modo in cui esercita le sue funzioni questa casta intoccabile degli eletti del popolo. Vorrei in particolare fare riferimento al Parlamento europeo, la cui elezione a suffragio diretto era stata strombazzata come la panacea per l'integrazione europea, con i risultati invece che sono sotto gli occhi di tutti... La nascita storica di questo mito del parlamento sono note e sicuramente i parlamenti in precise circostanze storiche sono le strutture che hanno fatto avanzare la democrazia. Tutto questo meriterebbe una lunga analisi. Mi sembra però evidente che se vogliamo salvare la democrazia rappresentativa dobbiamo rivedere radicalmente il funzionamento della sua componente essenziale che sono i parlamenti. E non basta ridurre il numero dei parlamentari. Forse bisognerebbe potenziare essenzialmente quella che è stata storicamente la funzione fondamentale del parlamento nelle sue origini, cioè quella di controllo e di limite del potere. La stessa divisione dei poteri andrebbe rivista, essendo quella di governo non solo quella strettamente esecutiva ma di indirizzo e quindi elaborazione delle leggi per rendere più spedita la sua azione. Un'azione peraltro strettamente controllata e legittimata da un piccolo organo parlamentare, che potrebbe riunirsi anche solo periodicamente o dietro specifica convocazione per motivi particolari. Una magistratura indipendente (anche se certo il suo funzionamento andrebbe pure rivisto...)e un presidente di garanzia sarebbero altri strumenti di garanzia democratica.

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