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Possiamo avere un po' di fiducia?

2 Aprile 2013 alle 21:00

Come mai i dieci saggi, pur privi di ogni potere decisionale, sono visti con sospetto, irritazione quasi, dai partiti? Pd e Pdl sono infastiditi, imbarazzati all'idea di dover rifiutare proposte non razionalmente respingibili, di un programma economico–istituzionale da condividere per far nascere il Governo. L'ostacolo è la presenza di elementi che con l'economia non hanno niente a che fare, ma di strumentale valore simbolico. Una parte pone come condizione per far nascere il governo la presenza nel programma anche di impegni come conflitto d’interessi, ineleggibilità, falso in bilancio e così via che l’altra vuole tenere fuori e magari introdurre la responsabilità civile dei magistrati e una legge sulle intercettazioni. Ambedue sono schiave di pseudo pretese che non potranno essere prese in considerazione dai dieci, perché esulano dal compito di suggerire soluzioni da condividere. Però. Potrebbe uscire il miracolo della ragione e del pragmatismo. A cosa punta il Pd? A far rientrare in gioco Bersani. Tecnicamente è ancora il titolare dell’incarico esplorativo per formare il Governo tramite l’acquisizione di una maggioranza certa e sicura al Senato. Berlusconi ha dichiarato che non ha preclusioni in merito sulla persona a patto che il Pdl sia coinvolto in questa maggioranza. Il lavoro dei dieci, potrà essere propedeutico a questa soluzione? Che, detta col nome appropriato significherebbe: armistizio. La condizione in cui nessuno dei contendenti ha perso o vinto. Può sfociare di nuovo nella guerra ma può anche consolidarsi in una nuova dimensione accettabile e favorevole per tutti. Comunque puntare tutto sulla assoluta impossibilità di un accordo è da tifosi, non da politici e, per gli occhi dell’Europa e dei mercati, non è un bel vedere. Stamattina è suonato il campanellino da Bruxelles.

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